Women – Survivors India & Myanmar

“WOMEN – SURVIVORS INDIA & MYANMAR”

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Fabrizio Crippa racconta paesi lontani e documenta le ultime donne costrette a tatuarsi il volto per sfuggire a violenze e soprusi.

DAL 20 OTTOBRE AL 19 NOVEMBRE 2017 presso Spazio Tadini Casa Museo – Milano

WOMEN Survivors – India & Myanmar di Fabrizio Crippa. Un viaggio insolito nei territori dell’India e della Birmania.

Quando il tema è India o Birmania, come Vietnam o altri territori asiatici, ci si aspetta di vedere un po’ solo fotografie di viaggio. In questa mostra, invece, un reportage incentrato su un focus di indagine preciso e particolare: i ritratti delle donne dello stato del Chin (Birmania) e di alcune della tribu dei Kondha – come di altre – (India), caratterizzate dall’avere il volto completamente tatuato. Tatuaggi, oggi, vietati e osteggiati dal Governo. In mostra 30 fotografie per addentrarci nelle tradizioni, nelle leggende, nell’antropologia del simbolo/segno, in un viaggio tra volti e storie; in un racconto dalle molte verità dove “sfigurare” il proprio volto era l’unica via di salvezza.

Insieme ai ritratti delle donne, la selezione della mostra presenta anche alcune fotografie concentrate sul paesaggio ma non nel senso estetico o didascalico del viaggio, bensì come territorio di una comunità, spazio di relazioni e di vissuti, luogo del gruppo etnico – un’entità ben precisa e con precisi confini riconosciuti e stabiliti -, come spazio antropizzato: non un contenitore fisico ma un laboratorio di articolate e complesse relazioni interne ed esterne. Vediamo così fotografie dei luoghi dove si cremano i morti, come della cerimonia della cremazione, ambienti e paesaggi dei monaci, camminamenti su ponti di legno sospesi sull’acqua, i mercati.

Si dice spesso che la fotografia di viaggio ci porta in mondi così lontani da non sembrare, a volte, reali. In questa mostra conosceremo invece la realtà delle storie di Daw Yan Shen (91 anni) Tribù M’kaan, come di Le Ye (88 anni) Tribù M’kaan, come di tutte le women survivors che Fabrizio Crippa ha incontrato e ritratto in India e in Birmania.

“I MOTIVI DEI TATTOO SUL VOLTO DELLE DONNE”

Le popolazioni tribali che vivono nelle montagne e nelle foreste dell’India e del Myanmar usavano tatuarsi il volto per motivi e credenze diverse.

In Odisha (India) le donne, per esempio della tribù dei Maliah Kondha, usavano tatuarsi il viso all’età della adolescenza, prima di avere il ciclo mestruale, per due motivi:

  1. Per diventare meno attraenti e quindi evitare di essere rapite dai sovrani o altre tribù (in particolare nel distretto di Kandamal)
  2. Per salvarsi  dalla credenza che lo stregone, o una certa  forza magica,  durante la notte  avrebbe trasformato in tigri le donne che non avevano il volto tatuato.

Ecco che tatuarsi era l’unico modo per “salvarsi”

 In Myanmar, in particolare nello stato del Chin, la tradizione del tatuarsi in viso ha radici e significati ben più profondi. Ma anche in questo caso non ci sono certezze, avvolgendo ancor più nel mistero le usanze di questi popoli.

Si deve fare riferimento all’animismo, alla vendetta, alla bellezza e alle numerose tribù.

Animismo

Quando la gente del Chin muore, l’anima va alla montagna “Monu” dove c’è un angelo che custodisce il passaggio verso la montagna! Il suo nome è “Monu Awi” e le donne senza tattoo sul viso non potranno accedervi!

Alle donne con il viso tatuato fino al collo, l’angelo serve loro acqua pulita e cristallina. A quelle che hanno  solo il viso tatuato offre  acqua sporca.

Vendetta

Il popolo del Chin è un popolo vendicativo. Se un membro di una famiglia veniva ucciso, i suoi parenti avevano a loro volta il diritto di uccidere per vendetta. Una vita per un’altra vita ad esclusione però di donne e bambini! Ma talvolta si può commettere qualche errore, e allora per distinguersi più facilmente dagli uomini, le donne si tatuavano il volto.

Bellezza

I tattoo sul viso aiutano la donna a sembrare più giovane e a nascondere le sue rughe. Se il tatuatore è bravo, usa un colore verde molto acceso per tatuare e la donna diventa ancor più bella.

Ma forse per scoprire il vero motivo possiamo solo attenerci alla storia che si ricorda dal 1960, perché anche gli anziani di oggi non hanno ricordi ben precisi.

Ciò che è stato tramandato oralmente narra che solo il Re “Alaung Sithu” arrivò nelle montagne dello stato Chin e si innamorò della bellissima figlia del Leader, “Hilong mang Htang”. Questo avvenne nel 14th secolo.

A testimonianza di ciò esiste una pagoda costruita dal Re “Alaung Sithu” vicino al villaggio di Hilong! La storia dice che le donne del Chin praticavano tattoo sul loro viso già prima del 11th secolo!

Tribù

Di discendenza tibeto-birmano, il gruppo etnico dei Chin è costituito da numerose tribù, come i M’uun, M’kaan, Dine,…, suddivise a loro volta in gruppi o clan.

Ciascuna di esse ha disegni specifici per cui è possibile risalire a quale tribù appartiene una donna in base alle linee e ai simboli rappresentati sul suo volto.

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Fabrizio Crippa